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Il carciofo ti rimette a nuovo

Ricco di proprietà benefiche, questo ortaggio è particolarmente utile  per smaltire le scorie e le tossine presenti nel sangue

I carciofi rappresentano l’inflorescenza (capolini) della pianta immatura del carciofo, racchiusa dalle foglie (brattee), che hanno una parte tenera alla base e quindi commestibile.

Contengono carboidrati e sali minerali, principalmente sodio, potassio, fosforo, calcio e ferro, oltre alle vitamine B1, B3, B6, C, E, provitamina A, acido folico e altri nutrienti.

carciofo-romanesco

Prima di essere consumato, al carciofo vanno tolte le foglie esterne e tagliate circa la metà delle foglie interne. Subito dopo, i carciofi vanno messi in acqua e limone per evitare che anneriscano (processi ossidativi). Nel sistema VegAnic si preferisce mangiare i carciofi crudi in insalata. Da provare la ricetta “Carciofi, funghi e avocado” che trovate in
Appendice, oppure semplicemente in insalata o pinzimonio insieme ad altre verdure.

I carciofi cotti si ossidano molto, come testimoniato dal colore scuro che assumono anche se sono stati precedentemente messi in acqua e limone. Inoltre, da cotti sono meno digeribili e possono causare aerofagia o altri disturbi digestivi.

I carciofi contengono sostanze benefiche per il fegato e il sangue, come la cinarina, capace di stimolare la produzione di bile, mantenere basso il colesterolo, migliorare le dispepsie. Infine, i carciofi sono sconsigliati alle donne che allattano perché possonodiminuire la produzione di latte.

Noti da secoli nelle medicine tradizionali orientali e occidentali per le loro proprietà depurative, i carciofi (Cynara scolymus) sono l’ortaggio principe del mese di febbraio: in questo periodo di transizione stagionale l’organismo ha bisogno di essere alleggerito dalle tossine che ne appesantiscono le funzioni metaboliche per “ricaricarsi” adeguatamente in vista della primavera. Niente di meglio dunque dei carciofi per stimolare la funzione dei reni, gli organi responsabili dello smaltimento delle tossine che, per la medicina cinese, sono anche sede della forza e dell’energia vitale.

Crudo, protegge il fegato e riduce i livelli di colesterolo

Oltre che sui reni, il carciofo agisce come depurativo dei tessuti epatici: il merito è della cinarina, un principio attivo che stimola la secrezione della bile. Inoltre ilcarciofo purifica il sangue abbassando i livelli di colesterolo “cattivo” e svolgendo una profonda azione disintossicante sul plasma. Per sfruttarne al meglio le virtù, il carciofo andrebbe gustato fresco affettato in insalata con olio e un po’ di succo di limone: il limone evita che l’ortaggio si ossidi e fa agire al meglio il biocomplesso contenuto nel carciofo. Chi invece lo gusta lessato, non getti via l’acqua di cottura: per tutto febbraio si beve un paio di volte la settimana, lontano dai pasti, per combattere la debolezza tipica della transizione dall’inverno alla primavera.

Si usa anche come tintura o in tisana

Ricco di calcio, magnesio, potassio, fibre e vitamine, il carciofo è uno dei più efficaci “spazzini” del nostro organismo, proprio perché va a stimolare contemporaneamente le funzioni renali, epatiche e intestinali.  Detto che si gusta al meglio come ortaggio crudo ma anche (ad esempio per chi non ne gradisce il sapore) come preparazione erboristica, sotto forma di tisana o tintura madre: per la tisana, basta un cucchiano di foglie secche sminuzzate e messe in infusione per 10 minuti in una tazza d’acqua; della tintura madre si assumono 30 gocce al giorno, diluite in un po’ d’acqua, preferibilmente lontano dai pasti. La cura a base di carciofo dovrà proseguire per almeno un mese.

 

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